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May 27 Sul NazismoTRATTO DA NOVOPRESS.INFO - di Miro Renzaglia
Non sono nazista perché, da che mondo è mondo, gli originali sono preferibili alle copie. Per cui, non trovo ragione di entusiasmarmi per il ricalco nazista piuttosto che per la matrice fascista. Non sono nazista perché il fondamento ideologico del nazionalsocialismo è la supremazia della razza ariano-germanica. E io, anche se non sono un egualitarista, oltre a non credere alle supremazie biologiche, penso che il fondamento ideologico di un movimento di massa debba essere la ricerca della maggiore giustizia sociale del popolo senza distinzione di classe, razza e religione delle sue genti… Mi si obietterà che anche Mussolini varò una normativa razziale. Ed è vero. Ma a parte che io considero quella normativa l’unico errore commesso dal fascismo, sfido chiunque a provare che essa fosse, non pretendo “il” ma almeno, “un” suo fondamento ideologico. Non sono nazista, anche se riconosco che in soli sei anni, imitando (bene) la politica sociale del fascismo (aggiungendoci di suo una formidabile economia di guerra, cosa estranea al fascismo), Hitler seppe fare di una nazione allo stremo, uno stato moderno e potente. Ma, appunto: per imitazione, non per genio suo… Non sono nazista perché, a parte le parate, esteticamente belle (bisogna ammetterlo), il nazismo non seppe produrre nulla di artisticamente valido. Preferendo, per esempio, gli idilli campestri, tutto “rose nuziali e robusti contadini” di un Hans Bauman, all’ “arte degenerata” (così fu definita) di un Gottfried Benn… Costringendo quest’ultimo al silenzio… Non sono nazista perché non riconosco a Hitler nemmeno il suo leggendario genio militare: non si aprono fronti a oriente senza aver prima chiuso quelli a occidente. Non sono un espertissimo in strategie militari, ma questo è l’abc persino di uno scontro di piazza… Non sono nazista perché il disegno continentale di Hitler non era europeista ma pangermanista… E, se permettete, c’è una bella differenza. Mi si obietterà che nemmeno Mussolini fosse un europeista convinto. E io vi risponderò che è vero ma che è altrettanto vero che non coltivasse idee di dominio panitaliche sull’Europa tutta. Non sono nazista perché un’intera colonna motorizzata ed armata della Wermacht, pur di portare a casa la pelle, consegnò il duce a una banda di partigiani, senza sparare neanche un colpo di rivoltella in sua difesa. Alla faccia della fedeltà, dell’onore e dell’eroismo… Non sono nazista perché, nonostante lo sbandieratissimo spirito indomito del combattente tedesco, alla fine, a difendere il bunker rimasero francesi e finlandesi. Mi si dirà che gli italiani con Mussolini hanno fatto anche peggio. Ed è vero: i valorosissimi marò della X rimasero ferreamente consegnati nella loro caserma, a due passi da Piazzale Loreto, mentre le iene danzavano con la bava alla bocca intorno all’appeso a testa in giù. Ma il Principe Borghese - lo sanno tutti - era di destra. Né più e né meno dei Von che cercarono di far saltare per aria Hitler… May 17 FINTI RIBELLI...TRATTO DA HTTP://IT.NOVOPRESS.INFO di Jacopo Barbarito
Spesso mi guardo intorno e rimango sconvolto. Sì, avete capito bene, letteralmente sconvolto. Vedo la mia generazione di giovani allo sbando, la vedo distrutta e senza futuro. Anche io sono un giovane come tanti e, lungi da me l’idea di fare un discorso di analisi sociologica o antropologica, non posso che constatare lo squallore del mondo giovanile che ci circonda. Ragazzi e ragazze che non credono più in nulla, perché credere in qualcosa che non si vede è da stupidi, sia esso un Dio o un valore come il rispetto e la dignità. Vedo miei coetanei che non sanno sacrificarsi, che non sanno compiere – nella loro giornata – nulla di sacro (“sacrum” “facere”), come scegliere di lavorare o rompersi la schiena per qualcosa che gli frutti poco o anche niente al momento, come un tozzo di pane a fine mese lavorando nei campi o – più semplicemente – cercando di elevare la loro mente attraverso le pagine di un libro. Vedo gente che non prova più nulla verso ciò li circonda: amare un’altra persona non ha più senso perché tutto si esaurisce facendoci sesso; dare tutto sé stessi in qualcosa che oggettivizzi il proprio essere non serve più perché c’è sempre qualcuno che produce per noi; anche lottare per affermarsi non serve più, perché tanto tramite la raccomandazione di papà si andrà tutti a fare un lavoro da 3000 euro al mese (anche se nessuno sa come o cosa farà per averli). (Continue reading…)
January 31 ECCO PERCHE' IL NAZIONALISMO NON E' RAZZISMO
Il concetto di razzismo e’ stato talmente distorto, deformato, strumentalizzato dagli apprendisti stregoni del pensiero unico per stigmatizzare in modo ignobile tutti coloro che si battono per la difesa dell’identita’ europea e la diversita’ culturale, tanto da arrivare a far perdere di vista la reale abiezione che si nasconde dietro questo vocabolo, qualora impiegato nella sua originale accezione. Alcuni militanti, a forza di farsi apostrofare con tale termine, hanno addirittura finito con l’accettarlo, facendo quasi spallucce. Eppure, l’insopportabile truffa dell’antirazzismo patologico a sfaccettatura totalitaria, nulla toglie alla sporcizia ributtante del vero razzismo. Il quale e’ odioso non perche’ inumano (al contrario e’ un sentimento fin troppo umano…), o perche’ evoca i periodi piu’ bui della nostra storia (in realta’ esso e’ sempre esistito…), oppure in quanto barbaro (la modernita’ ne produce persino in misura maggiore che ogni altra epoca…), ma, semplicemente, in quanto quintessenza della piu’ vile bestialita’. Ma cos’e’ il vero razzismo? E’ l’odio o il disprezzo a prioriristico nei confronti di una persona a causa delle sue origini o del colore della sua pelle ed indipendemente da ogni altro criterio. E’ giudicare l’altro non in funzione delle sue azioni, ma del suo essere “biologico”. Possiamo forse immaginare una negazione piu’ assoluta del pensiero? Questa patologia mentale puo’ appropriarsi di sembianze diversificate e, a volte, irriconoscibili. In tal senso, l’antifascismo militante e’ innegabilmente una forma di razzismo, perche’ nega ogni umanita’ ad un gruppo di persone designato, senza curarsi di applicare alcuna analisi, misura o confrontazione. Il fascista e’ una merda di natura, quale che sia il suo comportamento concreto e reale, quale che sia la sua generosita’, la sua statura morale e la correttezza nella sua esistenza quotidiana. La sua colpa e’ di essere fascista. L’antirazzismo contemporaneo e’ egualmente una forma di razzismo, poiche’ tende a conferire a priori delle qualita’ a delle minoranze in ragione di quello stesso archetipo per il quale i razzisti classici gli attribuiscono dei difetti. Xenofilia e xenofobia sono due facce della stessa incapacita’ ad assumere cio’ che tali minoranze siano e a gestirne l’alterita’. Il crimine fondamentale della sinistra e’ l’aver utilizzato (a rischio di banalizzarlo pericolosamente) il termine razzismo per qualificare i fenomeni piu’ distanti, complessi e, spesso, piu’ onorabili e degni. Irredentismo regionalista, sicurezza, patriottismo, analisi storica, orgoglio identitario, tutti questi concetti sono stati raggruppati sotto il fetido drappo del razzismo per estirparli da un mondo indifferenziato e ridotto ad un mercato gigantesco. Ma ne’ l’etno-differenzialismo, ne’ la coscienza identitaria delle proprie divergenze ed incompatibilita’ culturali (che non inducono assolutamente ad alcuna conclusione gerarchica), ne’ l’amore per le proprie tradizioni (punto di partenza per la conoscenza della propria e di quella altrui) possono essere qualificate come razzismo, anzi, sono i rimedi piu’ sicuri ed efficaci contro la sua diffusione. Un mondo multipolare, variegato e ricco di identita’ forti e rispettose e’ un mondo non razzista. Ma c’e’ gente la’ fuori che questo mondo non lo vuole. |
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