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    May 05

    Comunità Solidarista "POPOLI"

    Volontario di una organizzazione umanitaria torturato ed ucciso

    TRATTO DA www.comunitapopoli.org

    Soldati birmani hanno assassinato un membro dei Free Burma Rangers, organizzazione karen che presta assistenza sanitaria nei villaggi sperduti nella giungla e raccoglie e diffonde informazioni sugli abusi a cui sono sottoposte le popolazioni locali da parte delle truppe del regime di Rangoon.

    Un reparto del 427° battaglione di fanteria leggera ha attaccato e occupato il villaggio di Ha Lee Ku (38 famiglie), in cui il volontario stava distribuendo farmaci agli abitanti.

    Dopo aver ferito il giovane ad una gamba, i militari lo hanno trascinato al quartier generale. Interrogato e torturato, Saw Lee Reh Kyaw è stato infine assassinato.

    Ha dato la vita per ciò in cui credeva.

    April 20

    AZIONE per Cambiare...GIOVANI per Rinnovare

    Il 13 ed il 14 maggio sosteniamo i candidati di Azione Giovani!
     
     Il 13 ed 14 maggio si voterà in diciotto Comuni della provincia di Catania per il rinnovo dei sindaci e del consiglio comunale. Azione Giovani come sempre rinnova la sfida all’interno dei nostri comuni, per poter con più forza sostenere le proprie battaglie, per riuscire a portare le proprie idee e i propri valori all’interno delle amministrazioni comunali. Per questo nei maggiori comuni dove si voterà il 13 ed il 14 maggio Azione Giovani esprimerà, all’interno delle liste di ALLEANZA NAZIONALE o all’interno di liste civiche nei comuni sotto i 10.000 abitanti, candidature di primo livello espressione del sacrificio, dello spirito di iniziativa e dell’importante lavoro svolto dai militanti dei nostri circoli all’interno dei singoli comuni.E' importante sostenerli, è necessario uno sforzo di tutti!
    Ecco i nostri candidati:
    Paternò : Ignazio MANNINO (sindaco: Pippo Failla)
    Misterbianco: Paolo DI CARO
    Caltagirone: Aldo GRIMALDI
    Belpasso: Giovanni RAPISARDA
    Sant’Agata Li Battiati: Giorgio ROMANO (sindaco: Paolo Caruso)
    Fiumefreddo: Stefano PRINCIPATO
    Nicolosi: Marco SANFILIPPO; Giuseppe TROVATO
    Licodia Eubea: Carlo NANFRO

    Si vota barrando il simbolo di ALLENZA NAZIONALE o della lista civica e scrivendo il nome del candidato!
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    STEPHEN DI STEFANO NUOVO PRESIDENTE REGIONALE DI AZIONE GIOVANI

    Stephen Di Stefano, già dirigente nazionale di Azione Giovani è il nuovo Presidente Regionale del nostro movimento. Eletto nel congresso regionale di Azione Giovani tenutosi giovedì scorso a Catania. Il nuovo Presidente è stato presentato in una conferenza stampa tenutasi venerdì 13 aprile 2007 presso la sede provinciale di Corso Sicilia 11 a Catania. Succede, per un fisiologico ricambio generazionale a Salvo Pogliese, figura che ha fatto, e continuerà a fare, tantissimo per il nostro movimento, e nei cui confronti non possiamo che mostrare gratidunine infinita per il suo contributo frutto di 21 anni di esemplare militanza.

    Stephen d'altro canto è sempre stato un altro fondamentale punto di riferimento per tutti noi. Per noi, Stephen, è uno di quelli che più di tutti riescono ad infonderci un senso di comunità, di appartenenza, quasi addirittura di familgia. Uno da cui hai sempre da imparare e i cui insegnamenti hanno contribuito a formare molti di noi, fin dalla sua esperienza da coordinatore di Azione Studentesca.Ricordiamo con affetto e ammirazione le varie volte che è venuto in visita al nostro circolo: sempre pronto a dare una mano e a mettere la sua esperienza e le sue capacità a disposizione di tutti.

    Quindi siamo certi che questo ruolo di così alta responsabilità e prestigio vada ad una persona che lo merita veramente tanto.

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     COMUNICATO STAMPA ALLEANZA UNIVERSITARIA

    Alleanza Universitaria-Azione Giovani trionfa ad Economia.

    Mercoledì e Giovedì si sono svolte le elezioni dei corsi di laurea di Economia. Ancora una volta Alleanza Universitaria-Azione Giovani hanno ottenuto un risultato eccezionale, riuscendo ad ottenere seggi con i propri candidati in tutti i corsi e confermandosi prima lista della Facoltà. I presidenti provinciali di AU e AG Massimiliano Giammusso e Giacomo Bellavia, insieme al coordinatore regionale di AG Stephen Distefano, al coordinatore di Economia Adriano Coniglione e al candidato al CNSU Alfredo Russo esprimono piena soddisfazione per il risultato ottenuto. "Un risultato che ci riempie di orgoglio e testimonia come Alleanza Universitaria sappia essere un punto di riferimento per gli studenti, grazie all'impegno quotidiano profuso nelle nostre facoltà, se si pensa che le nostre liste insieme all'associazione Trinacria hanno ottenuto complessivamente il 30% delle preferenze espresse."

    April 19

    In Breve

    Tangenti: condannato sen. Firrarello

    Catania, processo per costruzione ospedale e casa studenti

     

    L'immagine “http://www.bronteinsieme.it/8not/Candid/CndS4.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    (ANSA) - CATANIA, 13 APR- Si e' concluso con 11 condanne il processo a Catania su tangenti per la costruzione dell'ospedale Garibaldi e di una residenza studentesca. I giudici, tra gli altri, hanno condannato a due anni e sei mesi il senatore e sindaco di Bronte, Pino Firrarello (FI), per corruzione e turbativa d'asta, e assolto il presidente della Commissione Agricoltura di Palazzo Madama, Nuccio Cusumano (Udeur). A entrambi non e' stato contestato il capo di imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa.

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    Scontri a Lettere - Azione Universitaria Palermo chiede le dimissioni del Rettore Silvestri e del Preside Ruffino. Varchi (AU): “Gli studenti di destra non possono più entrare a Lettere, le elezioni universitarie sono a rischio”. Dopo gli scontri di ieri davanti la facoltà di Lettere e Filosofia, Azione Universitaria torna a ribadire l’assoluta negligenza delle istituzioni universitarie che hanno permesso ad un manipolo di estremisti di sinistra di impossessarsi militarmente della facoltà. “Le immagini televisive dimostrano – dichiara Carolina Varchi Presidente Provinciale di AU – che siamo stati aggrediti. Provocatoria non era la nostra presenza, ma quella di un terrorista in un’assemblea non autorizzata. Il Rettore Silvestri avrebbe dovuto chiedere l’intervento della polizia per impedire questo raduno, ma ancora una volta se né lavato le mani. Lettere ormai è un centro sociale, non una facoltà pubblica. La colpa è anche del Preside Ruffino che in questi anni ha consentito a questi delinquenti di agire indisturbati dentro la facoltà. Per questo chiediamo le dimissioni di Silvestri e Ruffino in quanto incapaci di gestire questa situazione. Gli studenti di AU praticamente non possono più entrare a Lettere. Le elezioni universitarie, che si svolgeranno tra poche settimane, sono a rischio ”.
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    RAMACCA: Municipio, entro l’anno
    il via al completamento
     
    TRATTO DA "LASICILIA" - Si svolta ieri, al Dipartimento di protezione civile di Catania, la conferenza di servizi per i lavori di completamento del Municipio di Ramacca. Il progetto, che è incluso nel programma degli interventi di ricostruzione della legge 433/91, prevede un investimento economico di 1 milione e 860 mila euro. Procede, dunque, a passo spedito l’iter, riguardante la ripresa delle opere che, tra non molto, sanciranno il pieno recupero dell’immobile. Entro l’anno è atteso l’avvio dei lavori. «Ringrazio tutto il personale della Protezione civile e l’ing. Cocina - ha detto il sindaco di Ramacca, Giannantonio Malgioglio - per l’impegno che stanno profondendo, ai fini di restituire lo storico edificio alla nostra comunità. Grazie al
    lavoro di sinergia, condotto unitamente agli altri enti di competenza, siamo certi che saranno presto aggiudicati i lavori».
    April 11

    30 anni a Luigi Ciavardini

    INGIUSTIZIA E' FATTA


    La vicenda giudiziaria relativa alla strage di Bologna si conclude con la conferma definitiva della sentenza di condanna a trent’anni di reclusione a Luigi Ciavardini.
    Il mostro di Bologna sarebbe stato un ragazzino di diciassettenne anni, cresciuto nel clima violento degli anni di piombo. Nessuno ci crede sul serio, in realtà, ma lapide e commemorazioni ufficiali possono ritenersi salve. La sentenza di condanna nei confronti dei maggiorenni, Mambro e Fioravanti, trova finalmente l’auspicato cordone sanitario.
    Tutto ritorna al suo posto, come da copione, se non fosse che questa farsa durata ventisette anni tradisce un’assenza illustre: la Verità.
    Nessuno ha spiegato perché e per conto di chi Ciavardini avrebbe compiuto un "atto di guerra non dichiarato" contro il suo popolo. Nessuno ha mai spiegato per quali ragioni il 2 agosto 1980 la stazione ferroviaria di Bologna è saltata in aria. Nessuno ha mai spiegato cosa è accaduto nei cieli di Ustica il 27 giugno dello stesso anno: ancora oggi le intelligenze del paese discutono civilmente se ad abbattere il DC9 fu una bomba o un missile. Per mesi venne raccontato agli italiani che l’aeroplano era caduto da solo.
    Forse nessuno avrà mai il coraggio di spiegare cosa accadde realmente in quella maledetta estate del 1980. E soprattutto nessuno prova un minimo di vergogna per questo.
    Ma sarà nostra cura ricordare a questo nessuno, sino all’ultimo dei suoi giorni, che né la ragion di stato né tanto meno quella di partito potranno mai soffocare la voce della coscienza, illudendolo che il fine giustifica i mezzi, anche quelli più meschini. Che la persecuzione di un ex terrorista, anche se non c’entra nulla con la strage di Bologna, non deve turbare il sonno delle persone perbene.
    Un innocente rimane innocente, anche se da ragazzino imboccò la strada maledetta della lotta armata. Quel gioco al massacro per il quale i cattivi maestri, gli istigatori, gli strateghi del mediterraneo, l’intera classe politica italiana non hanno mai avuto il pudore di assumersi le responsabilità.
    La morte civile di Luigi Ciavardini è l’ultimo verdetto dell’ultimo processo sugli anni di piombo. Si può chiudere finalmente la pagina più buia della storia italiana: le consegne sono state rispettate. La grazia ad Ovidio Bompressi è stata concessa, quella per Adriano Sofri aspetta tranquillamente perché la pena rimane sospesa; ovviamente. Ovviamente, Ciavardini rimane murato vivo nel braccio speciale di Poggio Reale. Ovviamente.
    Ovviamente la nostra battaglia per la Verità non termina oggi. Ricomincia proprio adesso e saremo più determinati di prima. E ancora più chiari.
    Se abbiamo scelto la linea del silenzio, in questi ultimi mesi, è stato solo per evitare che le continue provocazioni indirizzate nei nostri confronti potessero nuocere a Luigi.
    Abbiamo provato, sino all’ultimo, a credere nella Giustizia. Oggi non ci crediamo più e vogliamo spiegare a tutti il perché. Nelle scuole, all’università, nelle piazze delle nostre città.

    Siamo pronti.

    www.loradellaverita.org

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    Storace : Interrogazione Parlamentare per Luigi Ciavardini

    ansa_7868444_20040.jpgRoma, 16 apr - Il senatore di An Francesco Storace ha presentato una interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia Clemente Mastella “per sapere se e’ a conoscenza degli esiti della recente sentenza della Corte di Cassazione in ordine al processo sulla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, con la quale e’ stata confermata la condanna a 30 anni di reclusione per Luigi Ciavardini, che all’epoca dei fatti aveva appena 17 anni; se e’ a conoscenza che il processo si e’ sviluppato soprattutto grazie alle testimonianze a rate di due pentiti, Izzo e Sparti, il primo dei quali e’ tristemente noto per i numerosi delitti compiuti fino a pochissimo tempo fa, mentre il secondo - a cui fu diagnosticato oltre vent’anni orsono un fulmineo tumore al pancreas, per il quale usci’ dal carcere - e’ scomparso solo poco tempo addietro; se e’ a conoscenza del fatto che Ciavardini fu assolto in primo grado e condannato invece in appello; se e’ aconoscenza del mancato utilizzo, agli atti del processo, dei lavori della commissione Mitrokhin, che portavano a responsabilita’ internazionali per la strage dell’80, grazie alle rogatorie dei giudici francesi, tedeschi e ungheresi, in particolare sulla presenza del gruppo del terrorista Carlos l’1 e 2 agosto di quell’anno nel capoluogo emiliano; se risponde a verita’ che il pm di primo grado fu il magistrato Libero Mancuso, oggi assessore nella giunta Cofferati e che il pg in Cassazione è stato lo stesso Vito D’Ambrosio, gia’ presidente per dieci anni della regione Marche; per conoscere quali iniziative intenda intraprendere per un accertamento realmente rigoroso dei fatti avvenuti e sulle reali responsabilita’ per la strage di Bologna, anche per evitare il tradizionale doppiopesismo che punta a privilegiare in questo paese colpevoli eccellenti come Adriano Sofri e a criminalizzare innocenti scomodi come Luigi Ciavardini”. FONTE NOTIZIA: www.ladestra.info

    March 26

    ALLA NOSTRA RIVOLUZIONE SI AGGIUNGE UN'ALTRA CONQUISTA

    AUGURI BASILIO!!!

    Il circolo di Azione Giovani di Ramacca espime grande soddisfazione per l'elezione a Presidente Provinciale di AN dell'On. BASILIO CATANOSO avvenuta Domenica 25 Marzo 2007 al Congresso provinciale del partito. Risultato che Azione Giovani sente in parte come una sua grande vittoria, un altro importantissimo tassello di quella "rivoluzione" sociale e culturale che il nostro movimento ha portato e continua a portare nella società e nelle istituzioni. Basilio Catanoso infatti è stato il primo Presidente Nazionale di Azione Giovani. Un grande politico, ma soprattutto un grande uomo che non ha mai dimenticato, e siamo certi che mai dimenticherà, quelle idee, quei valori e quella visione della politica sana, con cui si è formato grazie il mitico "Fronte della Gioventù" prima e "Azione Giovani" poi. Idee e valori e modo di fare politica che continua a portare nelle Istituzioni nel suo ruolo di Deputato Nazionale e in Alleanza Nazionale, con occhio sempre vigile e sensibile alle tematiche giovanili e di Azione Giovani.
    E lo si capisce subito ai lavori congessuali: "Non possono essere solamente i nostri giovani a parlare di ideali e valori - ha difatti esordito Catanoso, elogiando Azione Giovani, Alleanza Universitaria e Azione Studentesca per il lavoro e la militanza, la fedeltà ai valori che portiamo avanti giorno per giorno e per l'ottimo lavoro svolto nell'organizzazione del Congesso - devono farlo i nostri amministratori, assessori, poichè sono i riferimenti degli italiani perbene, che li hanno premiati con la loro adesione, con il loro voto. È terminata la stagione della passerella, il nuovo esecutivo dovrà lavorare con il massimo impegno per restituire ad Alleanza Nazionale il peso ed il ruolo che gli spetta nel governo della Città e della Provincia, dialogando con gli alleati, ma con posizioni di assoluto rispetto e dignità".

    "Diciamo sì -
    continua Catanoso - a tutto ciò che occorre alla nostra terra per svilupparsi, per averne un beneficio, per dare risposte concrete ai nostri concittadini, quindi se servono diciamo si
    ai termovalorizzatori, ad una scrupolosa attenzione ai temi della sicurezza, alla promozione, tutela e salvaguardia della famiglia, ad una seria autonomia, nell'irrinunciabile adesione ai superiori valori dell'unità nazionale".

    Dopo le elezioni di Giorgia Meloni (presidente naz. Azione Giovani) a vicepresidente della Camera, di Salvo Pogliese (Pres. Reg. Ag) all'Ars, la conquista della Consulta Provinciale degli Studenti di Catania e i sempre straordinari risultati delle nostre liste Studentesche e Universitarie...un altro grande successo della giovane destra.


    February 21

    IL CARNEVALE E' FINITO...PRODI VATTENE

    Follini opportunista traditore?
    NOI LO SAPEVAMO DA TEMPO...

    Abbiamo anticipato i tempi, siamo stati i primi all’apertura dell’anno politico - nel corso di Atreju, la nostra tradizionale festa nazionale  - a smascherare la politica di Follini prevedendo le sue mosse.
    La decisione di dare fiducia al professore perciò non ci stupisce, anzi, è un buon motivo per lanciare una nuova campagna sul nostro sito dal titolo: “Follini levati di mezzo, se cambi idea almeno dimettiti”, perchè al di là della satira e nel rispetto delle scelte personali, per riaffermare l’etica in politica è necessario pretendere le dimissioni di chi cambia schieramento nel corso della legislatura.
    Follini siede in Parlamento grazie all’elettorato di centrodestra, per questo il suo cambiamento può essere considerato legittimo solo in caso di dimissioni. Potrà comunque sostenere Prodi e quel Governo dei disuniti, alla prossima tornata elettorale, sempre che qualcuno decida di votarlo...

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    Governo: Azione Universitaria (AU), “I 12 punti di Prodi una minaccia per i giovani”

     

    "Tra i 12 punti non negoziabili Prodi e la sua armata brancaleone inseriscono un «Impegno forte per la cultura, scuola, università, ricerca e
    innovazione»: certo se il loro interesse per l’università darà continuita alle azioni prese nei primi 8 mesi di governo accogliamo la notizia più come una minaccia che una promessa” così Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria, sul patto stretto tra Prodi e la sua compagine governativa.
    “Se non altro - aggiunge Donzelli - questa crisi di Governo è servita per dimostrare quanto il ministro Mussi sia attaccato alla sua poltrona: dopo aver minacciato invano le sue dimissioni a causa di una finanziaria iniqua e nefasta per il mondo accademico oggi si esprime in favore di una utopica continuità del Governo Prodi e quindi del suo incarico. Gli studenti di tutta Italia si ribellano a un tale scenario e si augurano che non nasca ne oggi ne mai un nuovo governo Prodi sostenuto da quasta coalizione di centrosinistra, incoerente, disomogenea e incapace di dare linee guida al paese e un futuro alle giovani generazioni"

    Info: Giovanni Donzelli 339.86.20.341

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    Il ‘traditore’ Fernando Rossi preso a cazzotti sul treno

    00022812.jpgIeri sera sull’Eurostar Roma-Milano il ‘traditore’ è stato affrontato dal segretario regionale toscano dei Comunisti italiani Roma, 23 febbraio 2007 - La crisi di governo finisce a cazzotti. Ieri sera, sull’Eurostar Roma-Milano delle ore 18.30, si sono affrontati il senatore Fernando Rossi, già dei Comunisti Italiani e il segretario regionale toscano dei Comuinisti Italiani, Nino Frosini.Non partecipando al voto in Senato, Rosi aveva contribuito ad affondare il Governo Prodi. Sul treno, il caso ha voluto che sia lui sia Frosini fossero vicini di posto. Frosini era accompagnato da un amico e da una donna.Quando ha visto Rossi, ha sbottato: “Andiamo via che io con questo non voglio stare”. E Rossi: “Ma dai, vieni qui, non fare il coglione., Che ti sie bevuto il cervello pure tu?”. Frosini: “Pezzo di merda, non mi rivolgere la parola, ti dovresti vergognare, vuoi rimandare su Berlusconi?”...LEGGI TUTTO SU http://www.ladestra.info/?p=5935


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    PRODI SI E' DIMESSO
    Da domani cominciano le consultazioni
    Comunicato del Quirinale: "Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto Prodi. Il quale, ha rassegnato le dimissioni del Governo. Napolitano si è riservato di decidere e domani avvierà le consultazioni, che avranno inizio dalle ore 10,30"
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    Mobilitazione immediata di Azione Giovani e Alleanza nazionale sotto palazzo Chigi, dopo la sfiducia del Senato alla mozione dell’Unione sulla Politica estera.
    “Non è un caso che l’ultimo giorno del Governo Pordi sia stato martedì grasso. Il Carnevale però è finito. Ora vedremo fino a che punto questo Esecutivo è di parola. D’Alema aveva garantito le dimissioni in caso di parere contrario di Palazzo Madama sugli esteri. Mantenga le promesse e rispetti il Parlamento, che oggi ha dimostrato di non credere più in Prodi e nei suoi ministri. Aspettiamo ora un immediato vertice al Quirinale”, dichiara Giorgia Meloni.
     
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    GOVERNO BATTUTO AL SENATO
    in121xppx_20070221.jpgMaggioranza giu’ sulle linee di politica estera. Erano richiesti 160 voti, la risoluzione dell’Unione ne ha ricevuti 158. Pininfarina e Andreotti si sono astenuti. La Cdl grida “dimissioni, dimissioni”. Riunione d’urgenza a Palazzo Chigi. La Cdl a Palazzo Grazioli BOLOGNA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deciso di interrompere la visita a Bologna e di incontrare il presidente del Consiglio Romano Prodi stasera alle 19 al Quirinale.GOVERNO BATTUTO AL SENATO Il governo è stato battuto al Senato per due voti sulla risoluzione per approvare la relazione di politica estera del ministro Massimo D’Alema. La maggioranza richiesta era infatti di 160 voti, mentre la risoluzione dell’Unione ha avuto solo 158 voti.PININFARINA E ANDREOTTI SI SONO ASTENUTI Il Governo è stato battuto al Senato per due soli voti sulla risoluzione di politica estera. E’ mancato il voto del senatore Giulio Andreotti che in un primo tempo era dato in favore della mozione...LEGGI TUTTO SU http://www.ladestra.info/?p=5838#more-5838

    February 18

    ESTREMISMO vs TERRORISMO

    QUANDO ESTREMISMO NON FA RIMA CON TERRORISMO
    250px-aldo_moro3.jpgTratto da Rinascita I presunti brigatisti dell’ala “movimentista” arrestati in questi giorni sembrano trovare a sinistra molta più solidarietà dei loro colleghi dell’ala “militarista”. Quando venne arrestata la Lioce praticamente tutti presero le distanze da lei, mentre questa volta la cosiddetta sinistra radicale (ma non solo quella) sembra voler assumere un atteggiamento molto più “protettivo” nei confronti degli inquisiti. Un fatto grave, perché i centri sociali non sono altro che il bacino elettorale di partiti di governo, con responsabilità dirette nell’ordine pubblico e con un accesso privilegiato anche ad informazioni molto riservate.
    Quello che ci preoccupa di più è però un teorema che sta minacciosamente emergendo dal dibattito politico di questi giorni in seguito a questi arresti.
    La sinistra (e qui non parliamo di quella estrema, ma di esponenti della Quercia) ha più volte cercato di ribaltare l’emergenza terrorismo anche verso destra e uomini di spicco nel panorama politico, che in passato hanno ricoperto importanti cariche istituzionali, tanto per fare un nome Casini, hanno nell’occasione espresso la loro ferma opposizione, in fondo un malcelato desiderio di repressione, verso tutti gli… estremismi.
    Già, perché ora le parole terrorismo ed estremismo sembrano essere diventate sinonimi. Una forzatura della lingua italiana, simile a quella, ormai generalizzata, che sta confondendo l’antisionismo (legittimo pensiero politico) con il razzista antisemitismo. Sarebbe pericoloso confinare la politica italiana nell’attuale bipolarismo, magari mettendo la sinistra radicale in una posizione marginale, tollerata per precedenti servigi al regime, considerando ogni voce fuori dal coro estremista e, quindi, potenzialmente terrorista. Noi rivendichiamo il diritto degli uomini liberi di non uniformarsi al pensiero unico, di essere radicali oppositori di questo regime, di aspirare ad una società nuova e diversa fondata sul socialismo nazionale: in pratica rivendichiamo il diritto ad essere “estremisti”, perché estremi e rivoluzionari sarebbero i cambiamenti di un nostro governo, che ripristinerebbe lo stato sociale, che nazionalizzerebbe le industrie ed i servizi strategici per la nazione, che caccerebbbe l’invasore atlantico dal suolo della patria, che eliminerebbe l’usurocrazia riportando la proprietà del denaro al popolo. Estremisti, appunto.
    Il terrorismo però è un altra cosa e non ci riguarda. Riguarda semmai qualche amico di questo Palazzo.
    February 05

    10 febbraio: Noi ricordiamo... i servi del sistema no!!!

    10 febbraio: Noi ricordiamo...i servi del sistema no!!!

    Alla fine della Seconda guerra mondiale, mentre tutta l'Italia, festeggiava la fine delle ostilità, a Trieste e nell'Istria (sino ad allora territorio italiano) si è vissuto l'inizio di una tragedia: la "liberazione" avvenne ad opera dell'esercito comunista jugoslavo agli ordini del maresciallo Tito. 350.000 italiani abitanti dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici e gli affetti incalzati dalle bande armate jugoslave. Decine di migliaia furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento titini. La loro colpa era di essere italiani e di non voler cadere sotto un regime comunista. Trieste, dopo aver subito più di un mese di occupazione jugoslava, ancora oggi ricordati come "i quaranta giorni del terrore", visse per 9 anni sotto il controllo di un Governo Militare Alleato (americano ed inglese), in attesa che le diplomazie decidessero la sua sorte. Solo nell'ottobre del 1954 l'Italia prese il pieno controllo di Trieste, lasciando l'Istria all'amministrazione jugoslava. E solo nel 1975, con il Trattato di Osimo, l'Italia rinunciò definitivamente, e senza alcuna contropartita, ad ogni pretesa su parte dell'Istria, terra italiana sin da quando era provincia dell'Impero romano. Il 10 febbraio è il giorno che l'Italia dedica alla memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe e dell'Esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati.

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    VERGOGNA!!!
    LA TV DI STATO E' SEMPRE PIU' SERVA DEL SISTEMA!!!
     
    La Rai oscura l’altra Storia. Le foibe non andranno in tv
     
     
    di RENZO MARTINELLI - Qualche anno fa ho girato un film che si intitolava “Porzus”. Raccontava una brutta storia, la peggiore fra quelle della resistenza italiana. Un gruppo di partigiani comunisti, su ordine della federazione del Partito comunista di Udine e su pressione del Nono korpus sloveno, quindi dei soldati di Tito, uccise ventidue partigiani di formazione cattolica della brigata Osoppo. Il film, di cui la Rai detiene i diritti, non è mai andato in onda e non è mai stato diffuso come home video, il motivo è che la Storia la scrive chi vince e siccome in Italia culturalmente hanno prevalso i comunisti, certi fatti non si possono raccontare. Sono diventati tabù. Per questo motivo, la richiesta del presidente della commissione parlamentare di vigilanza Mario Landolfi al presidente Rai Claudio Petruccioli di ricordare sulla tv di stato la tragedia delle foibe per la giornata della memoria del 10 febbraio è fatica sprecata.
    È tabù raccontare agli italiani che in realtà di resistenze se ne sono combattute due e non una. Da una parte c’erano i partigiani di formazione cattolica, monarchica e azionista, che combattevano per costruire una democrazia di matrice occidentale o di ispirazione inglese. Dall’altra c’erano quelli, comunisti, che combattevano il nazisfascismo per costruire in ltalia una dittatura del proletariato sul modello jugoslavo. Il nemico quindi era comune, ma le finalità erano diametralmente opposte. Non a caso, da molti dei comunisti più duri e intransigenti la resistenza venne indicata come la rivoluzione tradita. Mai come nell’inverno del ‘45 i comunisti italiani sono stati vicini ad attuare ciò che Lenin teorizzava: una rivoluzione armata di popolo. Le condizioni erano ideali. Un governo inesistente, un popolo stremato e migliaia di comunisti armati fino ai capelli. Era l’occasione più propizia per conquistare il Paese. Per nostra fortuna, a Jalta decisero diversamente. Però i tabù sulla resistenza sono rimasti.
    Riguardo alle foibe, la fiction tv “D cuore nel pozzo” è stata un’occasione mancata. Si racconta la storia senza mai nominare i comunisti. Limitandosi a chiamare genericamente gli slavi “aggressori” o “titini”, come se fossero dei canarini. Quando invece stavano compiendo un genocidio comandato. Inoltre, il protagonista della fiction è uno slavo a cui viene sottratto il figlio e che per vendetta attua una strage. In questo modo, si tende a giustificare questo personaggio. Dimenticando che quello delle foibe fu un genocidio sistematico programmato dalla Jugoslavia nei confronti delle popolazioni di confine.
    Anche la strage di Porzus avvenne al confine con la Jugoslavia di Tito. Quella zona d’Italia ha pagato la vicinanza ad essa, ritrovandosi un partito comunista foltissimo, che coprì chi aveva compiuto l’eccidio. Tutti gli autori della strage furono condannati all’ergastolo in contumacia, perché prima del processo Togliatti li aveva fatti scappare in Jugoslavia. Non ci fu un giorno di galera per nessuno.
    Viviamo in un tempo in cui quando si parla di memoria si pensa solo all’Olocausto nazista. Purtroppo, ci sono stati anche altri massacri, come i dieci e passa milioni di morti fatti da Stalin o il genocidio degli armeni per mano dei musulmani turchi. Parlarne non significa fare la conta dei morti, ma ricordare il motivo e il modo per cui sono stati uccisi, equivalenti a quello con cui sono stati sterminati gli ebrei. Escludo che la tv di stato dia spazio al ricordo delle foibe. Perché significherebbe dire agli italiani che fu stipulato un patto scellerato fra Tito e Togliatti, in base al quale i comunisti iugoslavi avrebbero aiutato il Pci a sconfiggere il fascismo e a installare una dittatura. In cambio, il Pci avrebbe ceduto parte del territorio italiano alla Jugoslavia. Si sarebbe chiamata Penecia Slovenska. Certo è curioso che in un’epoca mediatica in cui in tv passa di tutto, solo Porzus non venga trasmesso. L’unico a parlarne è stato Giampaolo Pansa in un capitolo del suo libro. Spero che un giorno nasca uno storico di formazione non comunista che sia in grado di riscrivere queste pagine. * regista di “Porzus”, “Piazza delle Cinque lune” e “II Mercante di pietre”
     

    January 25

    DEMOCRAZIA, PER MOLTI MA NON PER TUTTI

    TRATTO DA NOVOPRESS.INFO

    di Gianfredo Ruggiero

    Come definire uno Stato che nega la libertà d’espressione? Che vieta di scrivere libri di storia? Che fa chiudere le case editrici? Che perseguita e incarcera gli scrittori?

    Il buon senso ci porterebbe a rispondere che ci troviamo in presenza di una dittatura. Che solo nella Germania nazista, nella Russia sovietica o nella Spagna della Santa inquisizione avvenivano queste cose. Che solo nei paesi islamici si vieta la libera circolazione delle idee.

    Invece NO!

    Stiamo parlando del moderno occidente, di questo occidente i cui Stati hanno posto alla base della loro costituzione i principi di democrazia, libertà e tolleranza. Principi, che come vedremo, valgono per molti ma non per tutti.

    Francia, Svizzera, Germania, Austria e Canada hanno da tempo introdotto nella loro legislazione leggi che vietano e puniscono con il carcere fino a dieci anni la ricerca storica sull’Olocausto, sullo sterminio degli ebrei durante il secondo conflitto mondiale.

    Anche l’Italia, per iniziativa del Ministro della Giustizia Mastella, si appresta a introdurre il reato di “negazionismo” per impedire la ricerca su uno dei periodi più controversi e drammatici della nostra storia recente.

    L’accesso agli archivi di Stato dell’ex Unione Sovietica, recenti studi sui flussi demografici, analisi chimiche sulle camere a gas e semplici calcoli matematici e considerazioni di ordine fisico hanno fatto sorgere molti dubbi, non sulla persecuzione ebraica ad opera del regime hitleriano - si badi bene - ma sul numero di morti e sulle modalità di esecuzione e spinto molti ricercatori, accademici e storici di fama mondiale e di diversa estrazione politica e culturale ad approfondire la materia.

    Contro di essi è scattata la censura e avviata la moderna inquisizione, per la paura che studiare a fondo l’Olocausto possa, in qualche modo, portare a rivedere il giudizio sul nazismo o stimolare nuove forme di razzismo.

    La Repubblica Ceca ha recentemente introdotto una nuova figura di reato per chi parla bene del comunismo e la Francia inasprito la sua legislazione repressiva per colpire chi mette in dubbio il genocidio turco del popolo armeno del 1915.

    La storia, secondo il nuovo modello politico-culturale di democrazia avanzata, non si fa con i libri ma con le manette, la ricerca non si fa nelle biblioteche ma nelle aule di tribunale.

    Mussolini, anche lui imponeva la censura ma, perlomeno, si ha il buon gusto di non definirlo democratico.

    January 17

    Un altro BR in libertà…..e minaccia, vengo in Italia per condurre nelle condizioni nuove una vecchia battaglia

    DA LADESTRA.INFO
     
    brigatista-rosso.jpgCon questo governo, i BR sono ormai tutti liberi e intenzionati a rimettersi in gioco. Lo stesso gioco degli anni di pimbo???
     
    TERRORISMO: PRESCRITTI I REATI PER ORESTE SCALZONE MILANO - "Per intervenuta prescrizione", da oggi Oreste Scalzone è libero e potrà tornare in Italia dopo una lunga latitanza trascorsa in Francia. L’ex rappresentante dei Co.Co.Ri. (Comitati Comunisti Rivoluzionari) era stato condannato a 16 anni di reclusione nel 1983 per partecipazione a banda armata e rapina, fatti risalenti al 1977, ma non aveva mai scontato la pena, in quanto non estradato in Italia. Oggi gli avvocati Ugo Gianangeli e Gabriele Fuga hanno chiesto alla prima corte d’assise una formale dichiarazione di prescrizione dei reati contestati o in subordine la dichiarazione di improcedibilità per mancanza di estradizione. Anche il pm Rossana Penna si è espresso per far dichiarare prescritti i reati. Dopo un’ora di camera di consiglio, il collegio giudicante presieduto da Luigi Domenico Cerqua ha dichiarato non doversi procedere per intervenuta prescrizione.
    "Torno in Italia per condurre in condizioni nuove una vecchia battaglia. Come non posso non essere contento - ha aggiunto Scalzone, da anni rifugiato a Parigi - La vita e’ sempre un grumo di ambivalenze. E dunque come si fa a non avere reazioni ambivalenti? Chi mi conosce solo un po’ sa - ha aggiunto - che in Italia vengo innanzitutto per condurre nelle condizioni nuove una vecchia battaglia. La condurrò a voce nuda, se serve sul selciato, on the road, o in luoghi adattabili all’ antica congiunzione fra politica, ragionamento filosofico e teatro. In Francia - ha osservato Scalzone- avevo bisogno dell’ elettricità e delle onde hertziane, ma in Italia e’ meglio che si sappia che posso fare a meno dei magafoni da '68 e che un giornale accartocciato puo’ fare da portavoce ed infastidire quanto basta"
     
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    azione-giovani.jpgIl brigatista Scalzone, Azione Giovani: Governo lo dichiari persona non gradita!

    Manifestazione di Azione Giovani, sotto il ministero della Giustizia a Roma, per protestare contro l’imminente ritorno in Italia del terrorista Scalzone. Durante il sit-in è stato aperto uno striscione che recitava “La Giustizia non cade in prescrizione”.
    E’ intollerabile, che un uomo come Oreste Scalzone possa tornare in Italia senza aver chiuso con il suo passato, senza un atto di pentimento, ma, addirittura, proponendosi quale paladino della libertà! Riteniamo che non ci può essere libertà senza giustizia e senza verità. Quindi prima giustizia, poi verità, per fare luce su una pagina ancora oscura della storia d’Italia per arrivare ad una vera pacificazione nazionale.

    Azione Giovani chiede, dunque, al governo “di dichiarare Scalzone 'persona non gradita' e di impedirne il rietro in Italia”.

    December 30

    DIBATTITO SULLA PENA DI MORTE

     
    manifesto01g.jpgL’uccisione di Mussolini «spregevole», un po’ come - con tutte le differenze - quella di Saddam? Sono saltati sulla sedia, molti lettori ma anche parecchi giornalisti del manifesto leggendo l’aggettivo scelto da Marco D’Eramo in un pezzo. «Delle due l’una - scrive uno di loro, Sandro Giorgi - o io ho sbagliato giornale o l’estensore dell’articolo ha bevuto troppo spumante a capodanno». Il giornalista non arretra e anzi, denuncia «la faziosità, e la non volontà, da parte di molti compagni, di riconoscere gli errori e anche gli orrori di cui la nostra parte si è macchiata». Guarda caso, più o meno quello che nello stesso giorno chiede Alessandra Mussolini su «Libero»: Giorgio Bocca e la sinistra in genere ammettano che tra le barbarie che non si possono dimenticare «c’è piazzale Loreto».
     
     
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    LE DUE FORCHE DELL'UNITA'
     
    I corpi di Mussolini ed altri gerarchi vilipesi in piazzale Loreto il 29 aprile 1945

    da “Il Giornale” - Filippo Facci.

    Incredibile. L’Unità condanna la forca per Saddam in prima pagina e giustifica la forca per il Duce a pagina 25. Un caso scolastico di nemesi storica, un esempio beffardo che ieri tre titoli del quotidiano permettevano di cogliere appieno.

    LEGGI TUTTO SU http://www.giacomobellavia.mioblog.it/index.php/2006/12/31/le-due-forche-de-lunita/

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    ESEGUITA LA CONDANNA A MORTE NEI CONFRONTI DI SADDAM HUSSEIN

    benvenuto_irak2.jpg

    saddam_esecuzione.jpg

    Come da noi già intuito e segnalato in questo blog, la notte tra venerdì 29 e sabato 30 dicembre 2006 è stata eseguita la condanna a morte nei confronti del l'ex dittatore iracheno, Saddam Hussein, tramite impiccagione. Il presidente americano Bush, ha definitito l'esecuzione come un esempio di giustizia, quella che Saddam non concedeva agli altri. A noi sembra più che altro che Saddam fosse un criminale, ma criminale resta pure chi adotta la pena di morte, spacciandosi pure per paladino della democrazia e soprattutto della libertà. A tal proposito invitiamo a leggere e possibilmente commentare l'articolo comparso precedentemente a questo e intitolato "SADDAM HUSSEIN CONDANNATO A MORTE !!!"

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    SADDAM HUSSEIN CONDANNATO A MORTE!!!

    di Giordano Sottosanti

    Forse già stanotte verrà eseguita l'esecuzione del ex Raìs, dittatore iracheno Saddam Hussein. Esecuzione che il presidente americano George W. Bush ha definito "una pietra miliare per la libertà e la democrazia". (...!)

    Premesso che personalmente ero favorevole all'intervento in Iraq perchè il regime di Saddam andava di certo buttato giù (anche se non era e non è l'unico) e che tutt'ora resto della stessa opinione e sono orgoglioso del lavoro che oggi i nostri militari svolgono su quel territorio, io onestamente pregherò affinchè egli venga graziato. Non perchè abbia qualche simpatia per l'uomo o per la sue azioni politiche-dittatoriali. Ma per il semplice fatto che nessun uomo ha la facoltà di poter decidere sulla vita degli altri. Vale per l'eutanasia, vale per la pena di morte, valeva per il caso del povero Welby e vale anche per un criminale come Saddam. Per non considerare il fatto che questa esecuzione regalerà certamente un martire al terrorismo.

    Obbiettivamente però questa condanna c'era da aspettarsela. Innanzi tutto visti i precedenti.

    Ancora una volta infatti, dopo Norimberga, dopo Tokio, si ripete lo stesso copione: a discapito di qualsiasi norma di diritto internazionale, vengono incriminati singoli individui da parte delle grandi potenze, queste assolutamente sempre impunite nella storia per crimini di guerra. Chi ha mai processato gli USA per le bombe atomiche? C'è mai stato un processo contro la guerra fredda? Contro i crimini della "Resistenza"? Sul carteggio Churchill-Mussolini? Contro il Muro di Berlino?

    Vi siete mai chiesti che mondo sarebbe stato se a vincere la seconda guerra mondiale fossero stati i cosiddetti “Nazionalismi”? Se lo avete fatto, o lo state facendo in questo momento, molto probabilmente la maggior parte avete tirato un sospiro di sollievo visto che così non è stato. Probabilmente questa prospettiva vi schifa parecchio. Perché superficialmente pensate ai crimini (o presunti tali) di guerra o contro l’umanità compiuti dagli sconfitti. Ma, a me personalmente viene da porre un paragone...

    ...Gli USA, invidiati da molti (anche se non certamente da chi scrive), l’America del “sogno americano”, la più grande democrazia del mondo. Da cosa nascono? L’America è un popolo nato dallo sterminio di milioni e milioni di indios (almeno 9 milioni...molto prima della seconda guerra mondiale). Da anni di violenze, di campi di concentramento (nati già prima di quelli nazisti) e di apartheid. Un popolo nato da sanguirari conquistadores, occupatori di terre non proprie, da crimini coloniali e da criminali coloni, da brulicanti cocktails di popolazioni di origine e di (in)cultura diversa che vivono all’interno dello stesso habitat e che sono quasi sempre contraddittori ed antagonisti ed, in ogni caso, origine e causa primaria di patenti o latenti conflittualità multirazziali e/o multiculturali. Un popolo che esporta la democrazia con le bombe (a convenienza), che tortura i prigionieri di guerra e che esercita sempre diritto di veto contro le risoluzioni ONU che condannano Israele per i crimini contro i palestinesi o contro l'umanità, non è come un popolo che crede di poter decidere quale razza sia superiore ad un'altra? Uno Stato, patria del capitalismo nel senso più abominevole e insensibile che possa esistere, che attua ancora la pena di morte, che nega un confronto democratico e scientifico sull’Olocausto e mette in carcere storici revisionisti o che non dimenticano chi nella seconda guerra mondiale sganciò ben due bombe atomiche sul Giappone (dove ancora se ne pagano le conseguenze e passando pure per eroi), non è uno Stato dittatoriale?

    Ma questo non conta. Non conta chi vince o chi perde. Non conta chi è il buono e chi il cattivo. E non cambia se il suo nome è Saddam, Stalin, Hitler, Che Guevara, Castro, Mao, Churchill, Badoglio o Bush. Conta soltanto quello che ci viene indottrinato dalla TV, dalla moda, dai McDonald’s, dalla Scuola, dall’Università, dal Berluska o il Prodiestein di turno.

    E quindi...chi vince e chi comanda, sarà sempre il giusto, sarà sempre il buono che sconfigge il male.

    Gli USA mostreranno quindi ancora una volta al mondo la loro concezione di "libertà" e di "democrazia"...e non è certo una bella cosa!

    December 10

    L'ennesima vergogna di Prodi & C. si è consumata...Firma la petizione!

    Il ministro per la Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero ha nominato nella Consulta Nazionale per le Tossicodipendenze la signora Susanna Ronconi. Chi è costei? Una donna che, come dice lo stesso ministro "ha i titoli scientifici necessari per far parte della Consulta ed i noltre è stata indicata dal Forum Droghe", inoltre è mambro da oltre 10 anni dell'Associazione Abele che si occupa di tossicodipendenze... Sembrerebbe tutto a posto, ma se scaviamo un po' più a fondo nel passato della Ronconi scopriamo che... Nel 1973 Susanna Ronconi fece parte del commando BR che fece irruzione nella sede del MSI di Padova uccidendo a colpi di armi da fuoco Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola! Più tardi la Ronconi lasciò le BR e passò a Prima Linea... [Per ulteriori informazioni:  www.agfirenze.it/News%2002.htm ] Insomma dopo Sergio d'Elia (l'assassino dell'agente Fausto Dionisi) eletto nelle file de "La Rosa nel Pugno" e chiamato a ricoprire incarichi parlamentari, adesso è il turno della Ronconi...
    ESPRIMIAMO TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETA' ALLE FAMIGLIE DI GRAZIANO E DI GIUSEPPE PER IL RINNOVATO DOLORE CAUSATO LORO DA QUESTA NOTIZIA E... PASSIAMO ALL'AZIONE!!!
     
    Questo è l'indirizzo e-mail del ministero per la Solidarietà Sociale: segreteriaministroferrero@solidarietasociale.gov.it inviamo una mail a testa al ministro Ferrero (e facciamola inviare da quante più persone possibile!!!) con le seguenti specifiche:
     
    OGGETTO: La signora Ronconi non ha niente da insegnarmi!
    TESTO: Caro Ministro, chi oggi dovrebbe educare noi giovani su come evitare le droghe ed a conoscerne gli effetti dannosi, ieri faceva parte del commando omicida che ha ucciso Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola. Esprimiamo piena solidarietà alle famiglie di Graziano e Giuseppe per il rinnovato dolore che la sua decisione ha provocato loro. La signora Ronconi non ha niente da insegnarmi!
     
    Cordiali Saluti,
     
    NOME & COGNOME - CITTA'

    La festa è già finita
    di Marcello de Angelis (Direttore di "AREA")

    La domanda di questi giorni, ovunque si vada e formulata in modo più o meno o pittoresco, è sempre la stessa: “quando li mandiamo a casa?”. Sono passati meno di sei mesi dai festeggiamenti per la “cacciata” del tiranno Berlusconi e già una buona percentuale di quelli che ballavano in piazza, assicurando a se stessi di essere finalmente arrivati al Paese dei Balocchi, si sono risvegliati ciuchini. E il primo fra tanti - con le sue belle orecchie d’asino - è Lucignolo-Prodi, che ce li ha trascinati tutti. Chi ha convinto lui, lo sappiamo fin troppo bene. Come nella profetica favola di Collodi, dietro l’utile idiota c’è chi briga per portare al macello i creduloni, dopo averli fatti volontariamente rinunciare alla dignità e all’indipendenza, gettata via insieme al peso della responsabilità. E pensare che ritraevano Berlusconi con il naso da Pinocchio… Il problema è che, come sempre accade nel mondo fuori dalle favole, la realtà non si cambia con uno schioccar di dita e quindi il danno che metà degli italiani ha provocato all’altra metà non svanirà per incanto col sorgere del sole. Anche con la Finanziaria la coalizione di centrosinistra sta mostrando tutte le sue fratture: mentre il centrodestra si sta concentrando sulla presentazione di pochi ma qualificati emendamenti nel tentativo di razionalizzare un documento incoerente votato dal Consiglio dei ministri, in Parlamento arrivano a decine emendamenti presentati dagli stessi ministri firmatari, in dissenso con l’orientamento del documento che essi stessi hanno votato.

    Continua la lettura su http://www.area-online.it/Articoli/Editoriale.htm